Transizione Digitale: Vittorio Colao, una delle sfide più importanti per il Paese.

14-02-2021   Fabio Mazzocchio Blog

Vittorio Colao, ministro alla Transizione Digitale

A capo della task force voluta da Conte, l’ex numero uno di Vodafone è chiamato a una delle sfide più importanti per il Paese. Riflettori forti sulla trasformazione della PA e delle imprese. Banda ultralarga e 5G fra le priorità nel Piano svelato a giugno 2020

 

 

Vittorio Colao è il nuovo ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale. Il manager, ex ceo di Vodafone e già nella task force dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è stato dunque chiamato a guidare il dicastero che si occuperà di una delle maggiori sfide del Paese, perno insieme al “green” del Next Generation Ue e che dovrà gestire una parte consistente degli oltre 200 miliardi di fondi del Recovery Plan italiano.

Colao aveva già tracciato chiaramente il suo “programma” qualche mese fa -nell’ambito della task force da lui capitanata – nero su bianco nel documento “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022”. Il piano prevedeva una roadmap per spingere l’infrastrutturazione in fibra a livello nazionale e in particolare per portare la banda ultralarga nelle aree grigie ma anche in tutte le strutture pubbliche, in particolare scuole e ospedali. Spinta forte anche al 5G partendo dall’innalzamento dei limiti elettrosmog. La digitalizzazione era stata a suo tempo classificata come il primo dei tre “assi di rafforzamento” per la trasformazione del Paese, seguito da Rivoluzione verde e Parità di genere e inclusione.ittorio Colao è il nuovo ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale. Il manager, ex ceo di Vodafone e già nella task force dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è stato dunque chiamato a guidare il dicastero che si occuperà di una delle maggiori sfide del Paese, perno insieme al “green” del Next Generation Ue e che dovrà gestire una parte consistente degli oltre 200 miliardi di fondi del Recovery Plan italiano.

 

Piano Fibra Nazionale per le aree grigie con fondi pubblico-privati

Riguardo alla banda ultralarga fissa il Piano Colao puntava al completamento della copertura nazionale della rete in fibra estendendo l’intervento pubblico alle cosiddette aree grigie, quelle dove si concentra la maggior parte dei distretti industriali e delle imprese italiane. Lo Stato, secondo quanto suggerito dal super-consulente di Governo – dovrà sostenere parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imporre al fornitore vincente delle gare condizioni cogenti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni tecnico/operative a tutti gli operatori nonché sanzioni per la mancata realizzazione delle aree oggetto dei bandi.

La posa delle nuove infrastrutture in fibre era stata considerata prioritaria anche nella Pubblica amministrazione coinvolgendo tutti gli edifici della PA, con particolare attenzione a scuole e strutture socio-sanitarie e amministrazioni locali per rendere possibile il passaggio a servizi digitali al cittadini, smart working degli impiegati e accesso universale a dati della PA.

 

5G, adeguare i limiti elettrosmog a quelli europei

È sull’innalzamento dei limiti elettrosmog che faceva leva la strategia per la spinta al 5G. Il team aveva suggerito di adeguare i limiti italiani a quelli europei “oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio”. E si puntava a escludere l’opponibilità locale – molte le amministrazioni che stanno emettendo ordinanze per bloccare l’installazione delle nuove antenne.

 

 

Fonte: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/vittorio-colao-ministro-alla-transizione-digitale/